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Lavoro collettivo di fine formazione (LCFF) - Consegna Diplomi

14 settembre 2030, ore 20.30, Teatro Dimitri, Verscio

    

« L'uomo e il suo Doppio »

 

Saltation pour demain

« Il teatro come la vita è un sogno... »

J-L B

 

Azione drammatica e coreografica

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Corpi, voci, oggetti, suoni, respiri, materie e movimenti


Creazione della

Scuola Teatro Dimitri

 Scuola universitaria di teatro di movimento SUPSI


per salutare Jean-Louis Barrault

al centenario dalla sua nascita 1910-2010

 

In base alle riflessioni, annotazioni di lavoro, osservazioni e ricordi di

Jean-Louis Barrault

 

Concetto drammatico e scenografico; messa in scena coreografica:

Philippe Minella

 

Attori e co-autori:

 Laura Belli, Sara Bocchini,

Jonas Christen, Micha Goldberg,

David Labanca, Joao Pinheiro,

Céline Roucher, Manuel Schunter, Francesca Tasini, Lea Vettiger,

Florian Vuille


Universo sonoro : Jakob Surbeck


Luci: Christoph Siegenthaler


Œil extérieur : Iris Weder


Oreille intérieure : Jean-Martin Roy


"Il corpo umano è uno degli strumenti tra i più ricchi.

La poesia del corpo umano non conosce limiti …

Desidero solamente che la poesia del corpo umano

non scompaia per carenza." J-L B


"È ben maligno colui che può dire cosa sia stata esattamente la sua vita! Ben maligno anche colui che potrebbe dirmi cosa è stata la mia vita! Io serbo la mia impressione, voi avete la vostra …"

"In ogni momento dell'esistenza, viviamo almeno su tre livelli: - essere - credere d'essere -  volere apparire.

Quello che siamo - lo ignoriamo. Per quello che crediamo d'essere - ce ne facciamo un'illusione. Quello che vorremmo apparire - ci sbagliamo.

E con questo, non siamo UNO, ma tre e persino molti di più. Siamo UNO in tre persone: la testa, il cuore, la pancia. E in cima al tetraedro compare " il Doppio", mentre negli angoli più profondi del nostro essere circolano ancora altre "presenze". J-L B

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Annotazioni del regista

Tentare di cogliere il mistero Barrault, è fare un viaggio nel cuore di un essere innamorato della natura, della letteratura, della pittura, della poesia, degli incontri e degli avvenimenti; un essere dalla sete inestinguibile di volere sapere tutto, tutto delle idee e delle parole, così come tutto dell'Espressione Corporea nel senso forte, pieno e fondamentale del termine e nel suo contenuto magico, magnetico, mistico.

Avvicinare Barrault, vuole dire ritrovare un "savoir faire" quasi ancestrale, un artigianato ed un audacia giovanile che oltrepassa le nozioni attuali ed erroneamente riabilitate di tradizione e d'innovazione dal tanto le fonti e le ricerche delle sue folgoranti prime creazioni si immergono nelle radici di un teatro arcaico, primo, per non dire primitivo. Un teatro che oggi sarebbe un nuova brezza per un teatro di movimento che interroga se stesso. Qua si tratta di portare avanti nelle azioni e nelle riflessioni, undici giovani che prendono in bocca ed in corpo le parole di un intrepido centenario; di maggiorare la loro profondità di interrogazione non più unicamente su determinati secoli messi in parallelo, ma su una saggezza che ci verrebbe dall'origine dei tempi e che il nostro doppio ha dimenticato e gettato per cupidigia, "perché oggi la vita è in condizione di legittima difesa".

-                  6 janvier 2010 -

            

 

L'uomo e il suo doppio non vuole riflettere del tutto l'immensa carriera teatrale e cinematografica dell'illustre Jean-Louis Barrault.

 

Non si intende cantare gli amori di Garance e dell'immortale Baptiste in "Les enfants du paradis" e nemmeno ridar lustro alla coppia Renaud-Barrault del Théâtre d'Orsay e del Théâtre du Rond-Point al crocevia dei Champs Elysées.

 

L'uomo e il suo doppio scalpita nel cuore stesso del silenzio del "piano selvaggio" (così definisce le sue origine) di Jean-Louis Barrault: tra le vigne centenarie di Beauregard in Borgogna e la piccola farmacia di Vésinet, a qualche chilometri da Parigi Notre Dame.

 

L'uomo e il suo doppio è il Corpo Magnetico di tutti gli uomini che Jean-Louis scopre in una notte di profondo silenzio nel Théâtre de l'Atelier dal suo maestro Charles Dullin. Questo Corpo Magnetico che ci apre alla via della sacralità, tracciata da sette cavalli luminosi, in compagnia del visionario Antonin Artaud.

 

L'uomo e il suo doppio è un andirivieni poetico di ricordi d'infanzia, dell'adolescenza, annotazioni e riflessioni teatrali di un uomo per il quale la domanda fondamentale fu: l'essere.

 

Con L'uomo e il suo doppio ci troviamo all'incrocio tra le vigne di Beauregard di un'Europa in guerra, poi in pace, che si ricostruisce al ritmo sconsiderato dell'iper produzione … e un uomo che ci spinge ad interrogare profondamente noi stessi: "Dove si trova l'Uomo d'oggi rispetto alla vita?"

 

L'uomo e il suo doppio sono undici giovani che, per un gioco di magnetismo, sono diventati ventidue e ci sussurrano che attraverso le rovine del ventesimo secolo, i nostri corpi semplici, ma completi possono ricostruire l'essere fondamentale, l'essere in pace con se stesso che Jean-Louis Barrault ha nominato il tempio.

                                                                                                                       10 maggio 2010

 

                                                                                                                   Philippe Minella